AGRIFUTURA

mostra di natura contemporanea
settembre - ottobre 2019
Mercato del Carmine
Lucca

Opere e testi di Benedetta Mori e Pascale Giorgi

A cura di Nicol P. Claroni per Spazio LUM

 

CONCEPT

 

Storicamente costrette a giacere sui tavoli degli artisti, pronte ad accettare il loro destino di nature morte, con l’avanzare dell’antropocene frutta e verdura si ribellano per diventare protagoniste attive dell’opera. Nel desiderio di sovvertire la definizione aristotelica dell’uomo come unico animale politico, con questa esibizione mettiamo in atto un esercizio di maieutica socratica volto a dimostrare che anche le piante hanno qualcosa da dire.

Il comportamento umano nei confronti della vita vegetale è caratterizzato dalla tendenza a identificare certi suoi elementi come nemici da distruggere e altri come amici da far prosperare. Dal momento che il punto fondamentale della politica è operare una distinzione tra amici e nemici, possiamo affermare che tanto gli animali quanto i vegetali siano quindi agenti politici: attraverso stimoli chimici e tattili, sanno identificare la propria famiglia di appartenenza, forgiare alleanze e difendersi dai pericoli.

Le piante sono oggetto politicizzato e soggetto politico. Non vivono passivamente le nostre decisioni: spesso ne sono in realtà le vere protagoniste. Disegniamo alleanze strategiche con esse, il successo delle quali ha determinato la sopravvivenza di entrambi nei più disparati ambienti. Allo stesso tempo, ciò ha contribuito alla diffusione incontrollata di certe specie a scapito di altre. Diventa così impossibile distinguere tra la politica umana ‘a proposito’ delle piante e la politica vegetale tout-court. Le nostre vicende si intersecano, si scontrano e talvolta si rinforzano mutualmente. Questa intercambiabilità di ruoli, o meglio l’inconsistenza di una tale divisione, è la vera definizione di una relazione simbiotica.

Ciò che ci divide è che il mondo vegetale comprende i vantaggi di avere uomini e animali dalla propria parte. Basti pensare alla bellezza e al profumo dei fiori per realizzare come riescano con successo a manipolarci, usando l’ammirazione per agevolare la propria riproduzione, come avviene nel film di Jessica Hausner Little Joe. Mentre noi umani, creata l’illusione di una contemporaneità di informatica e cemento, ci ostiniamo nella presunzione di governarlo, dimenticando i meccanismi attraverso cui esso governa noi.

 
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MUSCHIO APUANO

PANE MANIFESTO

FOREVER FRUIT

SALUTI DA...

BANANA NUDA

MIMOSA PUDICA

RADICAL FRUIT BOWL

ACANTHUS DIVANO

 

MUSCHIO APUANO

Muschio Apuano è un ideale graffiti artist originario di Careggine, in Garfagnana. Il suo attivismo lo spinge a riappropriarsi del proprio habitat naturale crescendo su spazi e materiali umani.

Facendo riferimento ai processi di ripetizione seriale di Warhol (in particolare a Flowers Series, 1964-), le immagini viventi crescono su panelli di iuta e cemento che spuntano da terra come irrefrenabili germogli. I materiali da edilizia scelti per realizzare l’opera sono le crudeli e fredde armi indispensabili nell’attuazione del desiderio insaziabile degli uomini di costruire, di colonizzare lo spazio.

Queste opere sono frutto di una collaborazione ancora in corso tra uomo e vegetale. La necessità di innaffiare il muschio tre volte ogni giorno crea una sorta di performance di accudimento: questa azione, necessaria alla sua sopravvivenza, genera una meditazione sull’esigenza di dare tempo e attenzioni alla natura che ci circonda.

 

PANE MANIFESTO

L’opera multimediale ​Pane Manifesto si compone di un bancone con le ricostruzioni di pani del passato e di un video della durata di circa 4 minuti, realizzato con filmati di archivio e interventi originali.

Il verace chef Gabriele Bonci fa da narratore impersonando, appunto, il pane, guida carismatica di rivoluzioni alimentari e sociali. Un essere vivente protagonista delle nostre vicende culturali e politiche sin dalle ere più antiche, che qui racconta in prima persona la sua versione dei fatti.


Affianca materialmente il video una mise en scène che richiama un display museale, per la quale lo chef Damiano Donati ha realizzato cinque ​pani-manifesto rappresentativi di ognuna delle epoche trattate: Paleolitico, Roma Antica, Medioevo, Modernità, Oggi. Culmine e sintesi del progetto è il ​Pane dell’Agrifutura​, che coniuga farine antiche e tecniche avveniristiche per guardare al futuro senza dimenticare il passato.

 

FOREVER FRUIT

Forever Fruit è​ un’installazione composta da zucche incatenate poggiate su pilastri di forma ondulante e eterogenea, che creano una rete decorativa in cui materiali organici si uniscono a elementi artificiali come catene, cemento e ganci di ferro.


Le zucche, ornate da nastri di stoffa e reti metalliche, sono regine in catene che si sono immolate in difesa del proprio popolo, costretto a giacere sugli scaffali degli ipermercati con l’unica prospettiva di essere mangiato.


Questa opera rappresenta la coriacea resistenza e l’instancabile lotta del vegetale contro la mercificazione e il controllo degli umani.

 

SALUTI DA...

L’opera ​Saluti da... ​è un ready made composto da oggetti riconoscibili assemblati in modo assurdo. Una palma non in vaso, ma in una busta di plastica proveniente da una nota catena di supermercati, è esposta su un tappeto da preghiera orientale.

Dietro a ogni prodotto con cui riempiamo i nostri carrelli c'è un network invisibile di cui preferiamo non essere consapevoli. L’esotica pianta, presente da millenni in Occidente, è passata dal simboleggiare vittoria, pace e trionfo, all’evocare paradisiaci e lussuosi luoghi di vacanza.

Come molti migranti umani e vegetali, si è adattata e si adatta al clima e agli usi di terre straniere, mantenendo però il fiero ricordo delle proprie origini.

 

BANANA NUDA

La scultura in cera, plastilina e materiali di recupero Banana Nuda è una reimmaginazione del concetto di natura morta dove il frutto è però vivo, protagonista e provocatoriamente senza veli.


Mollemente adagiata su un letto rosso vivo, la venere-banana si lascia guardare in tutto il suo splendore. Ai suoi piedi, riposa l'immancabile cagnolino, simbolo di fedeltà. 


La bellezza della sua polpa richiama quella dell'intramontabile Venere di Urbino di Tiziano, simbolo del Rinascimento e nota per la sensualità espressa dalla figura centrale, tanto famigerata da esser stata descritta da Mark Twain come "il più scellerato, abietto e osceno dipinto che l'umanità possegga".

 

MIMOSA PUDICA

Il ready made Mimosa Pudica invita il visitatore a sfiorarla, ma solo con un dito, per sperimentare la delicata grazia con cui sa ritrarre le sue foglie.

Gli esseri umani hanno la tendenza ad agire come se le piante non fossero consapevoli di ciò che facciamo intorno a loro. Ma questa affascinante pianta sudamericana ci dimostra tutto il contrario: basta un lieve tocco o un soffio di vento e le sue foglie si chiudono, temendo potenziali pericoli.


La pianta è esposta su una struttura di ferro dalle forme sinuose ed è protetta da una gabbia dai colori appariscenti, decorata con elementi come cristalli, nappe e nastri, che creano un gioco di attrazione e repulsione. 

 

RADICAL FRUIT BOWL

L'opera Radical Fruit Bowl, realizzata in collaborazione con l'azienda System Project, ha per teatro un chiosco in legno recuperato dove, allo stesso modo di molti umani e umane, frutta e verdura rivendicano il proprio diritto ad esprimersi facendo tutto il casino che vogliono.


Ciascuno degli elementi di questa orchestra vegetale è collegato a un sensore tattile: attraverso la percussione si producono suoni e campionamenti di brani iconici presi in prestito dalla soundtrack del movimento di emancipazione femminile, come "Nessuno mi può giudicare" e "I'm coming out".


Questo duetto per macedonia e esseri umani dà allo spettatore la possibilità di creare un personale inno di liberazione universale, ed è dedicata a tutti coloro che lottano per essere percepiti non solo come oggetti di desiderio ma come soggetti desideranti. 

 

ACANTHUS DIVANO

L'opera Acanthus Divano, realizzata in collaborazione con la sarta Francesca De Cicco, è composta da pancali in legno, tessuti e materiali di recupero. 

Scendendo dai capitelli che circondano lo spazio espositivo del Mercato del Carmine, queste foglie d'acanto si rivestono di stoffe dorate e preziose per creare una seduta comoda e inusuale.


L'accogliente composizione di cuscini in forma di Acanthus mollis è pensata per offrire allo spettatore un momento di riflessione e un punto di osservazione privilegiato da dove poter apprezzare l'insieme delle opere dell'allestimento.

 

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