mostra di natura contemporanea

di PASCALE GIORGI E BENEDETTA MORI 

A CURA DI NICOL P. CLARONI

A grifutura prevede la compresenza di nature morte e piante vive, che diventano sculture e feticci, videoarte e performance. L’indagine si concentra sulla relazione adattiva e mutuale che intercorre tra mondo vegetale e uomo

 

Storicamente costrette a giacere sui tavoli degli artisti, pronte ad accettare il loro destino di nature morte, con l’avanzare dell’antropocene frutta e verdura si ribellano per diventare protagoniste attive dell’opera. Nel desiderio di sovvertire la definizione aristotelica dell’uomo come unico animale politico,  con questa esibizione mettiamo in atto un esercizio di maieutica socratica volto a dimostrare che anche le piante hanno qualcosa da dire.

Agrifutura è stata realizzata con il sostegno di 

Comune di Lucca

Lucca Biennale

Bonci

TRASANDO

System Project Srl

Ringraziamo in particolare gli chef Gabriele Bonci e Damiano Donati, Francesca De Cicco, Antonio Ciulla, Asia Bove, Federico Lucchesi, Alberta, Animalunga, lo staff del bar Sole e tutti i lavoratori del Mercato del Carmine

autofinanziata e gratuita

Il portfolio è scaricabile

A questo link

 

opere

BANANA NUDA

cera, tessuto, polistirolo, plastilina

La scultura in cera, plastilina e materiali di recupero Banana Nuda è una reimmaginazione del concetto di natura morta dove il frutto è però vivo, protagonista e provocatoriamente senza veli.

 

Mollemente adagiata su un letto rosso vivo, la venere-banana si lascia guardare in tutto il suo splendore. Ai suoi piedi, riposa l'immancabile cagnolino, simbolo di fedeltà. 


La bellezza della sua polpa richiama quella dell'intramontabile Venere di Urbino di Tiziano, simbolo del Rinascimento e nota per la sensualità espressa dalla figura centrale, tanto famigerata da esser stata descritta da Mark Twain come "il più scellerato, abietto e osceno dipinto che l'umanità possegga".

Banana Nuda
Banana Nuda
Venere di Urbino - Tiziano

PANE MANIFESTO

vetrina da salumeria, video, pane, pietre, foglie di alloro, cemento, oggetti di antiquariato

L’opera multimediale ​Pane Manifesto si compone di un bancone con le ricostruzioni di pani del passato e di un video della durata di circa 4 minuti, realizzato con filmati di archivio e interventi originali.

Il verace chef Gabriele Bonci fa da narratore impersonando, appunto, il pane, guida carismatica di rivoluzioni alimentari e sociali. Un essere vivente protagonista delle nostre vicende culturali e politiche sin dalle ere più antiche, che qui racconta in prima persona la sua versione dei fatti.

 

Affianca materialmente il video una mise en scène che richiama un display museale, per la quale lo chef Damiano Donati ha realizzato cinque ​pani-manifesto rappresentativi di ognuna delle epoche trattate: Paleolitico, Roma Antica, Medioevo, Modernità, Oggi. Culmine e sintesi del progetto è il ​Pane dell’Agrifutura​, che coniuga farine antiche e tecniche avveniristiche per guardare al futuro senza dimenticare il passato.

Pane Manifesto, display
Pane Manifesto, pane Medioevo
Pane Manifesto, pane Antica Roma e Preistoria
Pane Manifesto - Video

RADICAL FRUIT BOWL

frutta e verdura, Raspberry Pi, CTH, casse, tavolo, legno, polistirolo, acrilico

L'opera Radical Fruit Bowl, realizzata in collaborazione con l'azienda System Project, ha per teatro un chiosco in legno recuperato dove, allo stesso modo di molti umani e umane, frutta e verdura rivendicano il proprio diritto ad esprimersi facendo tutto il casino che vogliono.

 

Ciascuno degli elementi di questa orchestra vegetale è collegato a un sensore tattile: attraverso la percussione si producono suoni e campionamenti di brani iconici presi in prestito dalla soundtrack del movimento di emancipazione femminile, come "Nessuno mi può giudicare" e "I'm coming out".

 

Questo duetto per macedonia e esseri umani dà allo spettatore la possibilità di creare un personale inno di liberazione universale, ed è dedicata a tutti coloro che lottano per essere percepiti non solo come oggetti di desiderio ma come soggetti desideranti. 

Radical Fruit Bowl
Radical Fruit Bowl

MUSCHIO APUANO

muschio, cemento, tela di iuta grezza, legno, spago

Muschio Apuano è un ideale graffiti artist originario di Careggine, in Garfagnana. Il suo attivismo lo spinge a riappropriarsi del proprio habitat naturale crescendo su spazi e materiali umani.

Facendo riferimento ai processi di ripetizione seriale di Warhol (in particolare a Flowers Series, 1964-), le immagini viventi crescono su panelli di iuta e cemento che spuntano da terra come irrefrenabili germogli. I materiali da edilizia scelti per realizzare l’opera sono le crudeli e fredde armi indispensabili nell’attuazione del desiderio insaziabile degli uomini di costruire, di colonizzare lo spazio.

 

Queste opere sono frutto di una collaborazione ancora in corso tra uomo e vegetale.

La necessità di innaffiare il muschio tre volte ogni giorno crea una sorta di performance di accudimento: questa azione, necessaria alla sua sopravvivenza, genera una meditazione sull’esigenza di dare tempo e attenzioni alla natura che ci circonda.

Muschio Apuano, dettaglio
Muschio Apuano
Muschio Apuano - Esposizione
Muschio Apuano

MIMOSA PUDICA

Mimosa pudica, gabbia, nastri, ferro, nappe

Il ready made Mimosa Pudica invita il visitatore a sfiorarla, ma solo con un dito, per sperimentare la delicata grazia con cui sa ritrarre le sue foglie.

Gli esseri umani hanno la tendenza ad agire come se le piante non fossero consapevoli di ciò che facciamo intorno a loro. Ma questa affascinante pianta sudamericana ci dimostra tutto il contrario: basta un lieve tocco o un soffio di vento e le sue foglie si chiudono, temendo potenziali pericoli.

 

La pianta è esposta su una struttura di ferro dalle forme sinuose ed è protetta da una gabbia dai colori appariscenti, decorata con elementi come cristalli, nappe e nastri, che creano un gioco di attrazione e repulsione. 

Mimosa Pudica, dettaglio
Mimosa Pudica
Mimosa Pudica - Comportamento
 
 

FOREVER FRUIT

zucche, golfari, catene, cemento

Forever Fruit è​ un’installazione composta da zucche incatenate poggiate su pilastri di forma ondulante e eterogenea, che creano una rete decorativa in cui materiali organici si uniscono a elementi artificiali come catene, cemento e ganci di ferro.

 

Le zucche, ornate da nastri di stoffa e reti metalliche, sono regine in catene che si sono immolate in difesa del proprio popolo, costretto a giacere sugli scaffali degli ipermercati con l’unica prospettiva di essere mangiato.

 

Questa opera rappresenta la coriacea resistenza e l’instancabile lotta del vegetale contro la mercificazione e il controllo degli umani.

Forever Fruit
Forever Fruit, dettaglio
Forever Fruit, dettaglio
 

ACANTHUS DIVANO

stoffa, imbottitura, pancali, cuscini

L'opera Acanthus Divano, realizzata in collaborazione con la sarta Francesca De Cicco, è composta da pancali in legno, tessuti e materiali di recupero. 

Scendendo dai capitelli che circondano lo spazio espositivo del Mercato del Carmine, queste foglie d'acanto si rivestono di stoffe dorate e preziose per creare una seduta comoda e inusuale.


L'accogliente composizione di cuscini in forma di Acanthus mollis è pensata per offrire allo spettatore un momento di riflessione e un punto di osservazione privilegiato da dove poter apprezzare l'insieme delle opere dell'allestimento.

Acanthus Divano
Acanthus Divano
 

SALUTI DA...

palma, tappeto, pittura acrilica

L’opera ​Saluti da... ​è un ready made composto da oggetti riconoscibili assemblati in modo assurdo. Una palma non in vaso, ma in una busta di plastica proveniente da una nota catena di supermercati, è esposta su un tappeto da preghiera orientale.

Dietro a ogni prodotto con cui riempiamo i nostri carrelli c'è un network invisibile di cui preferiamo non essere consapevoli. L’esotica pianta, presente da millenni in Occidente, è passata dal simboleggiare vittoria, pace e trionfo, all’evocare paradisiaci e lussuosi luoghi di vacanza.

Come molti migranti umani e vegetali, si è adattata e si adatta al clima e agli usi di terre straniere, mantenendo però il fiero ricordo delle proprie origini.

Saluti da...
Saluti da...

Benedetta Mori ©2020