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La Gioia - concept di lungometraggio

scritto con Giuliano Scarpinato, Chiara Tripaldi



Gioia è una donna bambina che conosce l’amore solo dai romanzi. Alessio è un adolescente dedito, insieme all’amante Cosimo, al vizio e all’interesse: progetta di truffarla, ma la purezza di lei lo mette in crisi. L’epilogo sarà tragico.



GIOIA MONTEFIORI, una donna di 49 anni scialba e in sovrappeso, insegna francese in un istituto magistrale. Vive ancora con gli anziani genitori in una villetta a schiera, identica a tante altre, nella prima periferia di Castellamonte, paese immaginario nel Basso Canavese. La sua stanza è sempre quella, immutata, di quando era bambina: vecchi peluches, una sciarpa della Juve avvolta alla testiera del letto, una collezione di profumini ancora intonsi. Nel suo armadio ogni abito è meticolosamente avvolto nel cellophane, come la sua stessa esistenza. è una Madame Bovary che non ha ricevuto in sorte né la bellezza, né il coraggio di emanciparsi dalla sua famiglia e dall’asfissiante provincia piemontese in cui è nata ed è convinta trascorrerà allo stesso modo il resto dei suoi giorni.

Sotto lo stesso cielo vive ALESSIO, un ragazzo di 17 anni attraente, androgino e dall’identità cangiante: costantemente alla ricerca di denaro per i suoi vizi, si destreggia tra orge gay e signore bene che è solito sedurre e truffare.

Ad affiancarlo in queste imprese, e godere insieme a lui del bottino, è il suo amante COSIMO: un parrucchiere pugliese di mezza età da tempo trapiantato al Nord, legato al ragazzo da una vera e propria dipendenza.

Ma non è il solo a trarre beneficio dalle attività del bel Narciso: sua madre CARLA, al corrente di tutto, sceglie un silenzio complice. è una donna ancora giovane e bella ma irrealizzata, forse per la gravidanza precoce, forse solo perché ha incontrato le persone sbagliate: lavora come commessa in un supermercato ed è l’amante del suo caporeparto, un uomo remissivo al quale chiede regali di ogni sorta. Alessio è un ragazzo confuso, spezzato: gli manca una guida, un modello, in poche parole un padre. La scuola non fa per lui, ma è lì che incontra Gioia: facendo leva sulla evidente fascinazione di lei, decide di farne la sua nuova vittima. Con l’espediente delle lezioni private di francese, il ragazzo inizia a frequentare la casa della professoressa e si insinua in ogni piega della sua vita. Di lezione in lezione però, in maniera del tutto inattesa per Alessio, tra i due nasce una vera e propria relazione: l’incontro di due mondi così diversi apre la strada a un’educazione reciproca, affettiva e intellettuale per lui, fisica e sensoriale per lei. La bolla spazio-temporale della cameretta di Gioia esclude del tutto Cosimo, che, ignaro di quanto stia accadendo, impazzisce per l’assenza di Alessio.

Grazie all’influenza benefica di Gioia, la vita del ragazzo sembra andare, per la prima volta, per il verso giusto: i suoi voti migliorano, abbandona gli eccessi. Ma presto le incombenze familiari, che Carla non manca di mettergli davanti, lo soffocano nuovamente, accompagnate da inquietanti incubi notturni. Alessio sembra non potersi sottrarre al suo destino: inventa per Gioia il sogno irresistibile di una fuga ad Antibes e di un nuovo lavoro, che li renderà ricchi in un attimo. Lei, cieca d’amore, ritira in banca tutti i suoi risparmi, 180.000 euro.

La mattina in cui Gioia attende Alessio in aeroporto lui, dopo aver lasciato alla madre Carla una busta con 50.000 euro, parte per Saint Vincent insieme a MARIA, una giovane modella marocchina: i due sperperano i soldi della professoressa tra casinò, cocaina e negozi di lusso. Ogni tanto un senso di colpa si affaccia timido alla coscienza del ragazzo, ma è presto messo a tacere dall’illusione di aver finalmente coronato il suo sogno di felicità.

A infrangerlo è l’inevitabile: Gioia, dopo ripetuti tentativi di rintracciare Alessio, avverte sua madre che intende denunciarlo se non riavrà indietro tutti i suoi soldi. Così, proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno, il ragazzo torna sconfitto nell’odiata provincia: Carla, affatto intenzionata a restituire il denaro, con cui ha già comprato gioielli e una nuova macchina, spinge nuovamente il figlio tra le braccia di Cosimo. Giunto a casa dell’uomo, Alessio è travolto da una raffica di schiaffi: in ginocchio, chiede perdono e giura di fare qualsiasi cosa in cambio di aiuto. Cosimo gli strappa la promessa di un legame esclusivo ed eterno: quindi, gli dà istruzioni per l’ultima telefonata a Gioia. Vincendo l’iniziale resistenza della donna, Alessio le dà appuntamento per l’indomani al Motel Agip appena fuori dal paese: le restituirà tutto.

Un filo di rossetto e scarpe con un po’ di tacco, la mattina seguente Gioia saluta i genitori ed esce. Alessio la attende in un abito classico ed elegante, giusto per un matrimonio o un funerale: lei cela a stento la grande emozione di rivederlo. Ma in macchina, poco distante, c’è Cosimo: le si presenta con fare affettato e una confidenza inopportuna. Gioia vorrebbe fare “quella cosa” e poi andare, ma Alessio insiste, sarà a casa per le cinque: con gesto galante le apre la portiera della macchina.

Fuori esplode la primavera: la radio è accesa su una canzonetta, Cosimo parla a vanvera, Gioia cerca dietro di sé gli occhi di Alessio, che risponde con una carezza. Poi, in un attimo, lui tira fuori dallo zaino del filo da biancheria e la strangola. Gioia non oppone resistenza: si abbandona alla sua volontà come chi abbia scelto consapevolmente il proprio destino. La macchina accosta, i due uomini spogliano il corpo e lo trascinano fino a una grossa cisterna: la gettano dentro. Mentre sprofonda nelle acque torbide, Alessio lancia a Gioia un ultimo sguardo, strano misto di rabbia e dolore.

Nel profondo di un mare blu cobalto, Gioia fluttua come una sirena finalmente senza peso: sulle labbra, un misterioso sorriso. La sua voce è un’eco lontana: ...Oui, il est aussi mon fiancé, è anche il mio fidanzato. Sì, abbiamo preso una casa vicino al mare, c’è una piccola veranda, si può fare colazione fuori. Stiamo bene. Qui da voi c’è una luce così... dorata! Cosa vuole che le dica monsieur Duval... Quando mi guarda... Lui mi legge il cuore. è buffo. Sono buffa vero?